Le PMI, cuore pulsante del nostro tessuto economico, sono chiamate oggi a valorizzare il proprio impegno ambientale, sociale e di governance attraverso una rendicontazione chiara, credibile e proporzionata. Il modello volontario VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for Micro, Small and Medium Enterprises) nasce proprio per rispondere a questa esigenza, offrendo uno strumento flessibile e accessibile che consente alle PMI di raccontare in modo trasparente le proprie performance ESG.
Al tema della VSME è dedicata la nuova informativa dedicata alla sostenibilità, IRS n. 19, pubblicata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili dal titolo "Il reporting di sostenibilità per le PMI italiane: evidenze, sfide e prospettive del modello VSME". Il documento presenta i risultati dell'analisi condotta dal Gruppo di lavoro VSME coordinato da Emmanuela Saggese analizzando un campione di quaranta bilanci di sostenibilità di imprese appartenenti a diversi settori e caratterizzate da differenti livelli di maturità ESG. Obiettivo dello studio: comprendere come le PMI italiane stanno adottando il modello VSME. Hanno collaborato allo studio i membri del gruppo operativo: Fabio Ciocca, Lorella Di Filippo, Roberto Ianni, Ettore Guarini, Giuseppe Pio Macario, Stefania Milanesi, Luca Nardoni, Monica Peta, Fabrizio Salusest, Michela Sopranzi, Enzo Tucci.
Le evidenze dell’analisi dei bilanci VSME
L'indagine ha confermato che la rendicontazione ambientale (energia, emissioni, gestione dei rifiuti e uso dell'acqua) è l'area più completa e comparabile tra le imprese esaminate, con un crescente rilievo dato ai dati quantitativi. La componente sociale, invece, è generalmente trattata in modo descrittivo piuttosto che quantitativo. Lo stakeholder engagement è presente quasi universalmente, ma con differenziazioni significative nei livelli di formalizzazione e partecipazione.
La governance della sostenibilità viene presentata soprattutto tramite riferimenti a certificazioni e sistemi di gestione, mentre la digitalizzazione dei processi di reporting, come l’adozione della tassonomia XBRL e piattaforme dedicate, resta ancora limitata. Notevole è la diffusa presenza di valutazioni sulla materialità, sebbene quasi mai accompagnate da processi espliciti di analisi secondo i nuovi standard VSME, e solo in pochi casi le aziende applicano formalmente la doppia materialità. Nel complesso, si nota un miglioramento nella qualità e coerenza delle informazioni, con una tendenza crescente a vedere il reporting di sostenibilità come strumento gestionale e non solo come adempimento formale.
Tra le criticità ricorrenti si segnalano: utilizzo acritico di questionari digitali con dati generici o non contestualizzati, dichiarazioni di adozione di principi avanzati senza adeguata supporto quantitativo, e una distanza tra forma e sostanza che può compromettere efficacia e credibilità del report. Tali osservazioni rafforzano l’importanza di un approccio redazionale consapevole e contestualizzato, che valorizzi dati coerenti e pertinenti.
VSME in Italia, tendenze emergenti e prospettive operative
Dall'analisi emerge una tendenza in cui la rendicontazione ESG ha una diffusione crescente, ma con un incremento meno proporzionale degli interventi concreti e degli investimenti operativi. Molte PMI si concentrano sulla predisposizione del report più che sull’implementazione di processi di sostenibilità, che risultano spesso in fase di progettazione o definizione. Questa situazione è comprensibile in una fase di transizione, dove la misurazione rappresenta il primo passo per pianificare azioni mirate.
Il modello VSME gioca un ruolo strategico grazie alla sua logica proporzionata, che privilegia gli indicatori materiali e riduce gli oneri burocratici, favorendo un approccio pragmatico e progressivo. L’evoluzione della rendicontazione passerà dal semplice adempimento a un utilizzo dinamico dei dati per orientare scelte strategiche e migliorare la gestione aziendale. Tra le criticità da superare si evidenziano la scarsa integrazione tra reporting e processi gestionali interni, la limitata disponibilità di dati misurabili soprattutto in ambito sociale, la tracciabilità spesso insufficiente delle fonti e la mancata diffusione di supporti digitali avanzati.
Segnali positivi riguardano invece l’aumento di imprese che dichiarano obiettivi ambientali specifici e il progressivo inserimento di metriche sociali, come sicurezza sul lavoro, formazione e diversità. Anche la governance e il controllo interno oggi ricevono più attenzione, segnalando una maggiore maturità nel percorso di rendicontazione. Fondamentale è il principio di proporzionalità del VSME, che permette un adattamento secondo dimensioni, complessità e maturità ESG della PMI, facilitando un processo di apprendimento sostenibile e progressivo.
Il ruolo del revisore della sostenibilità nella revisione volontaria
La rendicontazione di sostenibilità, anche se volontaria, richiede sempre più affidabilità e credibilità paragonabili alle informazioni finanziarie. In questo contesto, il revisore della sostenibilità, tipicamente un Dottore Commercialista con competenze ESG, acquisisce un ruolo cruciale. Pur non essendo le PMI obbligate a un assurance esterna secondo la CSRD, l’intervento del revisore può rappresentare un vantaggio strategico per aumentare la credibilità del report, migliorare i protocolli interni di raccolta dati e preparare l’azienda a futuri obblighi normativi.
Il revisore, rammenta lo studio, svolge anche una funzione consulenziale, supportando le PMI nella definizione del perimetro dati, nell’identificazione dei temi materiali e nella costruzione di sistemi informativi sostenibili e coerenti nel tempo. Questa figura contribuisce a trasformare la rendicontazione da semplice obbligo a strumento di gestione e decisione, garantendo coerenza, tracciabilità e qualità delle informazioni ESG. Il suo ruolo è inoltre fondamentale nella promozione di una visione integrata tra sostenibilità, controllo di gestione e governance aziendale, favorendo l’allineamento tra obiettivi economici e di sostenibilità.





