Fino al 30 novembre 2026 le imprese del Trentino possono presentare domanda per accedere agli incentivi previsti dal bando “Energia allo Sviluppo”, misura attuativa della Legge provinciale 6 luglio 2023 n. 6 e recentemente approvata dalla Giunta provinciale.
La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni di euro e punta a sostenere gli investimenti delle imprese in grado di ridurre i consumi energetici e l'impatto dei costi di approvvigionamento sui bilanci aziendali.
L'intervento sostiene in particolare progetti dedicati al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili e alla riduzione dei consumi di carburante, con l'obiettivo di rafforzare la competitività del sistema produttivo attraverso la transizione ecologica.
«Vogliamo sostenere la crescita del nostro sistema economico-produttivo promuovendo un'innovazione mirata all'aumento della produttività in chiave green», ha sottolineato il Vicepresidente e Assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli, collegando la misura alla strategia provinciale “Trentino 2040”.
Chi può accedere al contributo
Il bando è rivolto a piccole, medie e grandi imprese che risultino costituite, iscritte e attive nel Registro delle Imprese entro il 30 novembre 2025.
Le aziende devono inoltre operare prevalentemente nei settori ammessi dall'avviso, tra cui:
- attività estrattive;
- attività manifatturiere;
- costruzioni;
- commercio all'ingrosso;
- trasporto;
- scuole guida.
Per accedere all'agevolazione, gli investimenti devono determinare un miglioramento del consumo energetico annuo di almeno il 2% dell'unità operativa o delle unità operative interessate dal progetto.
Per le imprese che svolgono prevalentemente la propria attività presso i committenti, il requisito del 2% viene invece determinato sulla base dei consumi energetici dei veicoli utilizzati nei processi produttivi.
Cosa finanzia il bando Energia allo Sviluppo
Gli investimenti possono interessare sia l'unità operativa sia il parco mezzi aziendale.
Tra le principali categorie di spesa ammissibili rientrano:
- fabbricati e assimilati;
- impianti, macchinari e attrezzature, compresi i mezzi di trasporto;
- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate;
- consulenze tecniche;
- spese generali supplementari, riconosciute a forfait.
Le iniziative devono essere state avviate dal 1° giugno 2026 e dovranno essere completate entro i 18 mesi successivi alla concessione dell'incentivo.
Un requisito centrale riguarda la misurazione dell'effettivo risparmio energetico. Il miglioramento deve essere determinato attraverso una diagnosi energetica pre-intervento, redatta secondo la norma UNI CEI EN 16247, da allegare alla domanda, pena l'inammissibilità.
Contributi dal 30% al 40% delle spese
L'agevolazione ordinaria consiste in un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili, concesso in regime de minimis.
L'investimento deve avere un importo superiore a 25.000 euro e fino a un massimo di 500.000 euro.
Il bando prevede inoltre due maggiorazioni alternative:
Contributo del 40% (+10%) per le imprese che adottano la contabilità ordinaria e che, nel bilancio 2025, hanno registrato costi per consumi energetici superiori al 30% dei costi di produzione indicati alla voce B) del conto economico sostenuti nello stesso anno.
Contributo del 35% (+5%) per le imprese che cedono il diritto di installare, sull'unità operativa di proprietà, un impianto fotovoltaico a favore di una Comunità Energetica Rinnovabile (CACER), di una ESCo o di una SGR.
Risparmio energetico da dimostrare anche a rendicontazione
Il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione dei consumi non rappresenta soltanto un requisito iniziale per l'accesso alla misura.
In fase di rendicontazione, l'impresa dovrà infatti dimostrare l'effettivo miglioramento del consumo energetico annuo di almeno il 2%, attraverso la necessaria certificazione.
La misura lega quindi l'erogazione dell'incentivo a un risultato concreto in termini di efficientamento, rafforzando il collegamento tra sostegno pubblico e performance energetica degli investimenti.
Come presentare la domanda
Ogni impresa può presentare una sola domanda di incentivo, che può riguardare una o più unità operative.
Le domande devono essere trasmesse all'Agenzia provinciale per gli incentivi alle attività economiche (APIAE) esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica predisposta dalla Provincia autonoma di Trento.
La documentazione e le modalità operative sono disponibili sulla pagina ufficiale del Bando Energia allo Sviluppo della Provincia autonoma di Trento.





