Rapporto SDGs 2025 Istat: Italia e Agenda 2030 tra luci e ombre
Il documento fotografa i progressi e le criticità dell’Italia verso l’Agenda 2030: migliorano partnership, lavoro e ambiente, ma restano forti disuguaglianze territoriali, ritardi su istruzione, parità di genere e innovazione
Ricerche e Pubblicazioni - Pubblicato il 11/07/2025Modifica

A dieci anni dall’adozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, l’Italia si trova a un crocevia nel percorso verso lo sviluppo sostenibile. Il Rapporto SDGs 2025 dell’Istat, giunto all’ottava edizione, offre una fotografia aggiornata e dettagliata dei progressi – e delle criticità – del nostro Paese rispetto ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Con 320 misure statistiche collegate a 148 indicatori internazionali, il documento rappresenta una bussola per comprendere come l’Italia stia affrontando le grandi sfide globali: dalla lotta alla povertà e alle disuguaglianze, alla transizione ecologica, fino all’innovazione e alla parità di genere.
Rapporto SDGs 2025, quadro generale: progressi, stagnazioni e criticità
Il Rapporto SDGs 2025 evidenzia come, nel complesso, i progressi verso gli SDGs in Italia siano reali ma insufficienti rispetto alle ambizioni dell’Agenda 2030. Oltre il 50% delle misure statistiche è in miglioramento nell’ultimo anno, e oltre il 60% mostra un trend positivo nell’ultimo decennio. Tuttavia, circa il 20% degli indicatori resta stagnante, mentre più di una misura su quattro peggiora nel breve periodo. Le difficoltà sono accentuate da shock esogeni come la pandemia, le tensioni geopolitiche e l’inflazione energetica, che hanno sottratto risorse e rallentato la transizione sostenibile.
Italia Agenda 2030: i Goal più virtuosi e quelli in affanno

Goal in miglioramento: partnership per gli obiettivi (Goal 17), lavoro e crescita economica (Goal 8), energia sostenibile (Goal 7), città sostenibili (Goal 11), consumo e produzione responsabili (Goal 12), istruzione (Goal 4).
Goal in stagnazione o peggioramento: vita sulla terra (Goal 15), pace e giustizia (Goal 16), acqua pulita (Goal 6), parità di genere (Goal 5), salute (Goal 3).
Nel lungo periodo, 14 Goal su 17 registrano almeno il 50% delle misure in progresso, ma persiste una scarsa dinamicità sui temi ambientali e della governance.
Disuguaglianze territoriali: il nodo irrisolto
Il Rapporto SDGs 2025 dedica ampio spazio all’analisi delle disparità tra le regioni italiane. La polarizzazione tra Centro-Nord e Mezzogiorno è ancora marcata: nel Nord, oltre la metà delle misure mostra valori migliori della media nazionale, mentre nel Sud il 52,2% si colloca in posizione peggiore. Campania, Calabria e Sicilia superano il 40% di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale, contro valori inferiori al 15% nelle regioni settentrionali.
Le regioni del Nord eccellono soprattutto su lavoro e crescita economica, mentre il Mezzogiorno mostra performance migliori solo su alcuni obiettivi ambientali, grazie anche alla presenza di aree naturali protette e qualità delle acque di balneazione. Tuttavia, la tendenza alla ricomposizione delle disparità regionali è timida e disomogenea.
Rapporto SDGs 2025, focus tematici: povertà, salute, istruzione, ambiente
Povertà e inclusione sociale
Nel 2023, la povertà assoluta riguarda il 9,7% della popolazione (quasi 5,7 milioni di persone), stabile rispetto all’anno precedente ma con dinamiche divergenti: in calo nel Sud (dal 13,3% al 12%), in crescita nel Nord-Ovest (dall’8,2% al 9,1%). Nel 2024, il 23,1% degli italiani, circa 13,5 milioni di persone, è a rischio di povertà o esclusione sociale, con una vulnerabilità accentuata tra i giovani (23,2%) e nelle regioni meridionali. Il rischio di povertà tra gli occupati è al 10,2%, superiore alla media UE, e colpisce soprattutto i cittadini stranieri (22,6%).
Salute e benessere
La speranza di vita alla nascita è di 83,4 anni (2024), in aumento, ma la speranza di vita in buona salute si ferma a 58,1 anni. Persistono forti disparità territoriali e di genere. La mortalità materna, benché bassa (8,3 decessi ogni 100.000 nati vivi), varia notevolmente tra le regioni. Preoccupano l’aumento del consumo di alcol, la diminuzione dei posti letto ospedalieri e l’eccesso di peso tra i bambini, soprattutto nel Sud.
Istruzione e competenze
Il sistema educativo italiano mostra segnali contrastanti. Nel 2023/2024, il 32,8% degli alunni di seconda primaria non raggiunge il livello di competenza base in italiano; in matematica la quota è simile, ma in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti. L’abbandono scolastico precoce è al 9,8%, in diminuzione ma ancora superiore a molti Paesi UE. Solo il 31,6% dei giovani 25-34enni ha un titolo di studio terziario, lontano dal target europeo del 45%.
Ambiente, energia e clima
Sul fronte ambientale, i dati sono in chiaroscuro:
- Acqua: l’Italia è prima in UE per volume di acqua prelevata per uso potabile, ma l’efficienza delle reti di distribuzione è bassa (57,6%) e persistono criticità infrastrutturali, soprattutto nel Sud.
- Energia: la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo è al 19,6%, in crescita ma ancora distante dal target 2030 (39,4%). Il mercato delle auto elettriche/ibride è in calo (7,5% di nuove immatricolazioni).
- Clima: le emissioni di gas serra sono diminuite del 5,3% nel 2023, ma le anomalie di temperatura restano elevate (+1,14°C in Italia rispetto al periodo 1991-2020). Il rischio di alluvioni e frane è in aumento, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici.
- Economia circolare: l’Italia è tra i paesi più virtuosi in UE per il tasso di utilizzo circolare dei materiali (20,8%) e per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani (66,6%).
Parità di genere e inclusione
Nonostante alcuni miglioramenti – come l’aumento dei servizi per le donne vittime di violenza e la crescita della rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione e nelle istituzioni – permangono forti disparità. Nel 2023, l’80% delle donne uccise è vittima di partner o familiari. Il tasso di occupazione femminile resta tra i più bassi d’Europa, e il lavoro di cura non retribuito grava ancora in modo sproporzionato sulle donne.
Innovazione, lavoro e crescita economica
Il PIL italiano nel 2024 è cresciuto dello 0,7%, sotto la media UE. Il tasso di occupazione sale al 67,1%, ma il divario rispetto all’Europa resta ampio, soprattutto per le donne e nel Mezzogiorno. La quota di NEET (giovani che non lavorano né studiano) è al 15,2%, seconda solo alla Romania. L’intensità di ricerca e sviluppo è tra le più basse dell’UE (1,37% del PIL), e la quota di lavoratori specializzati in ICT è in calo.
Governance, giustizia e istituzioni
Sul fronte della governance, il Rapporto SDGS 2025 segnala progressi nella digitalizzazione dei servizi pubblici e nella trasparenza, ma restano criticità legate alla percezione di sicurezza, all’affollamento carcerario e all’accesso alla giustizia. L’Italia mantiene uno dei tassi di omicidio più bassi d’Europa, ma la percezione di insicurezza è in aumento.
Confronto con l’Europa
Nel confronto con i principali partner europei, l’Italia mostra performance migliori su economia circolare, gestione dei rifiuti e alcune misure ambientali, ma resta indietro su istruzione, innovazione, parità di genere e inclusione sociale. Il potere d’acquisto delle famiglie italiane è cresciuto solo del 4,9% in termini reali nell’ultimo decennio, rimanendo inferiore ai livelli di vent’anni fa.
Rapporto SDGs 2025, le sfide per il futuro
Il Rapporto SDGs 2025 lancia un messaggio chiaro: senza un’accelerazione straordinaria e politiche più incisive, l’Italia rischia di non raggiungere molti degli obiettivi fissati per il 2030. Le priorità individuate sono:
- Ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali.
- Rafforzare l’istruzione e le competenze, soprattutto digitali.
- Accelerare la transizione ecologica e l’innovazione.
- Promuovere la parità di genere e l’inclusione.
- Migliorare la governance e la trasparenza istituzionale.
Le imprese che sapranno cogliere queste sfide non solo contribuiranno al bene comune, ma si assicureranno un vantaggio competitivo duraturo in un mondo che chiede, e premia, sempre più sostenibilità.





