2025 Synesgy Global Observatory, cresce l'attenzione globale verso i temi ESG

Scopri il nuovo Synesgy Global Observatory 2025, un report che traccia la traiettoria dell'ESG e della sostenibilità a livello mondiale, analizzando oltre 500.000 aziende di 161 Paesi

Di Redazione

Trend e Scenari - Pubblicato il 23/06/2025Modifica

2025 Synesgy Global Observatory, cresce l'attenzione globale verso i temi ESG

Pubblicata la seconda edizione del Synesgy Global Observatory, l’osservatorio internazionale di CRIF che fotografa l’evoluzione ESG delle imprese registrate su Synesgy, la piattaforma globale di valutazione ESG sviluppata da Cribis nel 2021. Ciò che chiaramente emerge dallo studio è che il livello medio di maturità ESG delle imprese a livello globale continua a crescere, testimoniando una maggiore consapevolezza delle aziende rispetto alla sostenibilità, sempre più percepita come leva strategica e non più come mero adempimento: dal punteggio "D" (sufficiente) rilevato nel 2021, si è raggiunto nel 2024 un più soddisfacente "C". 

I criteri ESG come leva di crescita e resilienza

In uno scenario economico in rapida trasformazione, i criteri ESG non rappresentano più solo una scelta etica, ma una leva concreta di competitività e stabilità finanziaria. Secondo il Synesgy Global Observatory, le imprese con punteggi ESG più elevati mostrano indicatori economici significativamente migliori: il rischio di liquidazione giudiziale si riduce di circa il 50% rispetto alle aziende con performance ESG basse.

Inoltre, le aziende sostenibili risultano più affidabili anche nei rapporti commerciali: i ritardi nei pagamenti si riducono in media del 41%, segno di una maggiore efficienza operativa e solidità finanziaria. In Italia, questo dato si traduce in un ritardo medio di soli 7,7 giorni per le imprese con alti punteggi ESG, la metà rispetto ai 15,4 giorni registrati dalle aziende meno virtuose.

L’analisi del rischio commerciale conferma con evidenza il vantaggio competitivo derivante dall’adozione di pratiche ESG: solo il 22% delle aziende non certificate rientra nella fascia a basso rischio, contro il 41% di quelle ESG-compliant. Al contrario, il rischio elevato riguarda il 9% delle imprese senza certificazione, ma solo il 3% di quelle che rispettano i criteri ESG.

Le PMI protagoniste della transizione sostenibile

Un dato particolarmente significativo riguarda la struttura delle imprese analizzate: il 91% del campione è costituito da piccole e medie imprese. Questo evidenzia come la sostenibilità non sia più appannaggio esclusivo delle grandi organizzazioni, ma stia diventando un fattore strategico anche per le PMI, spesso più agili nel cogliere le opportunità offerte dalla transizione verde.

Non solo sostenibilità etica, ma anche ritorni tangibili: il 21% delle imprese con punteggi ESG più alti (classi A e B) genera il 71% del fatturato complessivo del campione, consolidando il legame tra attenzione agli standard ESG e performance economica.

Italia in miglioramento, ma restano criticità sociali

Il report evidenzia come anche l’Italia stia progredendo. Il punteggio ESG medio delle aziende italiane è passato da "D" a "C", e il 49% delle imprese utilizza fonti di energia rinnovabile, in linea con la media europea. Tuttavia, persistono alcune criticità, in particolare sul fronte sociale.

Il gender gap rimane una sfida aperta: le donne occupano solo il 37% delle posizioni manageriali in Italia, contro una media UE del 44%. Questo divario rappresenta una delle aree di maggiore attenzione per le imprese italiane, chiamate ad accelerare le politiche di inclusione e diversità per allinearsi agli standard europei.

La crescita globale dell’energia rinnovabile

A livello globale, l’adozione delle energie rinnovabili continua a crescere. Nel 2024, il 48% delle aziende dichiara di utilizzarle, in aumento rispetto al 46% registrato l’anno precedente. L’Europa si conferma l’area geografica più avanzata nel percorso ESG: lo score ambientale medio delle imprese europee è passato da "E" nel 2021 a "C" nel 2024. Le aziende europee stanno beneficiando di un contesto normativo sempre più favorevole, grazie alle evoluzioni regolatorie che hanno semplificato gli obblighi di rendicontazione sulla sostenibilità, rendendoli più accessibili anche per le PMI.

Le evoluzioni normative come acceleratore di sostenibilità

L’aggiornamento delle normative europee in materia ESG sta giocando un ruolo fondamentale nel promuovere la sostenibilità d’impresa, offrendo strumenti concreti per integrare i fattori ambientali, sociali e di governance nella gestione aziendale. 

Le imprese più lungimiranti stanno già sfruttando questo quadro normativo favorevole per consolidare la propria competitività e attrarre investimenti, consapevoli che oggi la sostenibilità non è più un’opzione ma un elemento imprescindibile per il successo nel lungo termine. Il Synesgy Global Observatory conferma con forza questa tendenza: la sostenibilità è ormai una scelta strategica che rafforza l’efficienza operativa, migliora le relazioni commerciali e riduce l’esposizione ai rischi.

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