Chi si occupa di sostenibilità in un'azienda manifatturiera conosce bene la situazione. A gennaio un cliente importante invia il suo questionario sulle emissioni. A marzo arriva il rinnovo della valutazione EcoVadis. A maggio una gara chiede la dichiarazione ambientale di prodotto di una linea specifica, e nel frattempo la banca vuole qualche indicatore ESG per rivedere le condizioni di un finanziamento. Quattro richieste diverse, che però attingono in gran parte agli stessi dati: consumi energetici, acquisti, materie prime, trasporti, fornitori.
Nella maggior parte dei casi questi dati vengono ricostruiti ogni volta da capo, in un file Excel diverso, spesso da persone diverse. Il processo è lento, costa caro e rende difficile spiegare perché due documenti della stessa azienda riportino numeri che non coincidono.
Il software ESG Orki è stato sviluppato proprio per eliminare questo doppio lavoro. La piattaforma tiene insieme la contabilità del carbonio dell'organizzazione, l'impronta ambientale dei prodotti e la rendicontazione ESG, in modo che ogni informazione inserita venga riutilizzata dove serve, con la sua fonte e la sua storia.
Chi c'è dietro il software ESG Orki
Orki nasce nel 2020 all'interno di Galadrim, società francese fondata nel 2017 e specializzata nello sviluppo di applicazioni web, mobile e data. Il primo progetto riguardava l'eco-progettazione dei prodotti digitali e la misura del loro impatto ambientale. Il software si è poi esteso alla contabilità del carbonio e all'analisi del ciclo di vita (LCA), inizialmente per le aziende tech ed elettroniche e successivamente per l'industria, la logistica e le costruzioni. Nel frattempo Orki è diventata una società autonoma rispetto alla casa madre.
Oggi il team conta poco più di dieci persone tra sviluppatori e consulenti, con una crescita sostenuta di anno in anno. La metodologia di Orki è validata dall'ABC, l'associazione francese che gestisce il metodo Bilan Carbone®, ed è riconosciuta da ADEME e Bpifrance. La piattaforma è disponibile in francese, italiano e spagnolo.
Come funziona la piattaforma ESG Orki
La piattaforma ESG Orki è organizzata in moduli che si possono attivare separatamente ma che condividono la stessa base dati. I principali sono quattro.
- Contabilità del carbonio. Calcolo delle emissioni Scope 1, 2 e 3 secondo GHG Protocol, ISO 14064 e Bilan Carbone®. I dati possono arrivare da export del gestionale, file contabili, fatture, API o questionari interni. La piattaforma integra oltre 100.000 fattori di emissione aggiornati, tra cui le banche dati ADEME ed Ecoinvent. Da qui si costruiscono i piani di riduzione e le traiettorie allineate alla SBTi, con un simulatore che stima l'effetto di un'azione in CO₂ e in euro prima di avviarla.
- Analisi del ciclo di vita ed EPD. È il modulo pensato per l'industria. Invece di modellare un prodotto alla volta, l'azienda importa le distinte base (BOM) direttamente dal proprio ERP e la piattaforma associa automaticamente componenti e materiali ai fattori d'impatto delle banche dati ufficiali. I calcoli seguono le norme ISO 14040/44, EN 15804+A2 per i prodotti da costruzione e il metodo PEF, e permettono di produrre EPD e altre dichiarazioni ambientali di tipo III. Sulla base dell'esperienza Orki, l'automazione del collegamento tra distinte base e fattori d'impatto riduce di circa il 70% il tempo di modellazione, cosa che rende possibile analizzare un intero catalogo invece di pochi prodotti di punta.
- Reporting ESG. Raccolta e consolidamento degli indicatori per la CSRD, per lo standard volontario VSME pensato per le PMI e per i dossier EcoVadis. Ogni dato resta collegato al documento che lo giustifica e alla persona che lo ha inserito, il che semplifica parecchio il lavoro in fase di verifica.
- Raccolta dati dai fornitori. Per molte aziende lo Scope 3 vale la maggior parte delle emissioni, ma viene ancora stimato con medie monetarie. Questo modulo invia ai fornitori questionari configurabili per categoria d'acquisto, segue risposte e solleciti e recupera in automatico le dichiarazioni già pubblicate (EPD europee, schede PEP, FDES), così che il fornitore non debba reinserire ciò che esiste già. Si possono seguire anche gli obiettivi di riduzione dichiarati dai fornitori e confrontarli con le emissioni effettive.
A questi si aggiungono gli strumenti per gli obblighi legati ai prodotti, come la dichiarazione CBAM, entrato nella fase definitiva nel 2026, e il passaporto digitale di prodotto previsto dal regolamento europeo sull'ecoprogettazione (ESPR).
Software e consulenti, insieme
Una scelta che distingue Orki da molte piattaforme ESG è quella di non offrire esclusivamente il software. Ogni cliente ha un consulente dedicato, con esperienza nel proprio settore, che imposta il perimetro, verifica i dati prima della pubblicazione e aiuta a costruire un piano d'azione realistico. L'obiettivo è rendere i team interni autonomi sullo strumento, senza lasciarli soli nelle scelte metodologiche, che sono spesso quelle che fanno la differenza davanti a un revisore.
L'intelligenza artificiale è usata soprattutto nelle fasi più ripetitive: classificare le righe di spesa, proporre il fattore di emissione più adatto, leggere documenti e fatture, segnalare valori anomali o mancanti. Il consulente resta il punto di controllo finale. Orki stima che, su questa parte del lavoro, il tempo dedicato alla raccolta e al trattamento dei dati si possa ridurre fino alla metà.
A chi serve Orki
Il mercato di riferimento di Orki è la Francia, ma l'azienda lavora sempre di più su scala europea, in particolare in Italia e in Spagna. Il target principale sono le aziende di medie e grandi dimensioni, tipicamente tra i 250 e i 5.000 dipendenti, con più siti produttivi, cataloghi di prodotti ampi e catene di fornitura articolate, in particolare nell'industria, nelle costruzioni, nella logistica e nella tecnologia. Sono le imprese che ricevono il maggior numero di richieste ESG da clienti, investitori e banche, che spesso hanno un team sostenibilità snello rispetto alla mole di dati da gestire e che, anche quando la revisione della CSRD le esclude dagli obblighi diretti, devono comunque rispondere alle richieste dei grandi gruppi di cui sono fornitrici.
Per il mercato italiano il tema dell'impronta di prodotto è particolarmente concreto: nei Criteri Ambientali Minimi degli appalti pubblici, nelle gare dell'edilizia e nelle filiere dei grandi gruppi europei, le dichiarazioni ambientali di prodotto e i dati primari sulle emissioni stanno diventando un requisito di accesso più che un elemento di differenziazione.
Chi ha già scelto il software ESG Orki
Tra le aziende che hanno scelto Orki ci sono realtà molto diverse tra loro, e i loro casi aiutano a capire come la piattaforma viene usata nella pratica.
Broadpeak, produttore francese di tecnologie per lo streaming video con circa 320 dipendenti, ha avviato il proprio bilancio del carbonio dopo la quotazione in borsa, su richiesta degli investitori. Con Orki ha misurato le emissioni Scope 1, 2 e 3, coinvolto i team prodotto e i fornitori e costruito in circa tre mesi una traiettoria di riduzione allineata alla SBTi, con l'obiettivo di ridurre le emissioni del 30% entro il 2030.
EVBox, che progetta e produce stazioni di ricarica per veicoli elettrici, ha lavorato con Orki su più fronti contemporaneamente: bilancio del carbonio aziendale, analisi del ciclo di vita e schede ambientali dei prodotti, valutazione EcoVadis. Un caso tipico in cui gli stessi dati servono a più referenziali, e in cui l'azienda ha potuto dimostrare con numeri verificabili che i propri prodotti si posizionano bene rispetto alle soluzioni comparabili sul mercato.
Altopi, società di consulenza in sostenibilità, usa invece Orki come strumento di lavoro per seguire oltre 300 clienti propri su bilanci del carbonio e LCA. Il suo CEO, Nicolas Beslin, racconta di aver provato diverse soluzioni prima di trovare un buon equilibrio tra funzionalità, semplicità d'uso e supporto, e apprezza in particolare la rapidità con cui le richieste di nuove funzioni vengono sviluppate.
Su G2 (piattaforma di recensioni per software e servizi aziendali, ndr), Orki è valutata 4,6 su 5 ed è indicata tra i leader della sua categoria.





