Al via le domande per il bando MIMIT del Fondo per la Transizione Industriale

Il Fondo per la Transizione Industriale è un'opportunità per le aziende che vogliono ridurre le emissioni e migliorare la sostenibilità dei loro processi produttivi

Di Arianna De Felice

Bandi e Call - Pubblicato il 05/02/2025Modifica

Al via le domande per il bando MIMIT del Fondo per la Transizione Industriale

La crescente consapevolezza degli effetti del cambiamento climatico, unita alle pressioni normative e alle aspettative dei consumatori, sta spingendo le imprese a ripensare le proprie strategie operative in ottica di sostenibilità. Nello specifico, la riduzione delle emissioni di carbonio rappresenta oggi una delle sfide più importanti per le aziende, ma anche un'opportunità per innovare e creare valore a lungo termine.

Negli ultimi anni l'Italia ha registrato una tendenza positiva nella riduzione delle emissioni di gas serra. Secondo i dati dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nel 2021 le emissioni totali di gas serra, espresse in CO₂ equivalente, sono diminuite del 20% rispetto al 1990. Dopo una leggera inversione di tendenza registrata nel 2022 (che ha visto aumentare le emissioni dello 0,4%), nel 2024 i dati sono tornati a diminuire grazie, soprattutto, a un incremento nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Ora più che mai però è importante continuare sulla buona strada intrapresa e, proprio per aiutare le imprese nel loro percorso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha lanciato il Fondo per il sostegno alla transizione industriale.

Come funziona il Fondo per la transizione industriale 

Dal 5 febbraio fino all’8 aprile 2025 le imprese potranno fare domanda per avere accesso al Fondo per il sostegno alla transizione industriale lanciato dal MIMIT, nato con lo scopo finale di favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche UE sulla lotta ai cambiamenti climatici.

Nello specifico i programmi di investimento devono riguardare una sola unità produttiva dell’impresa proponente e devono perseguire almeno una delle seguenti finalità: una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste al Titolo II del decreto direttoriale 23 dicembre 2024; o un uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste al Titolo III del decreto direttoriale 23 dicembre 2024.

Va sottolineato che i programmi devono essere esclusivamente volti a un miglioramento in termini di tutela ambientale dei processi aziendali. I programmi dovranno inoltre essere avviati solo dopo la presentazione della domanda di accesso al Fondo, prevedere spese complessive ammissibili di importo compreso tra 3 milioni di euro e 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (salvo proroghe). 

Andando a vedere nel dettaglio sono ammesse spese inerenti: il suolo aziendale e relative sistemazioni (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile); opere murarie e assimilate (nel limite del 40% dell’investimento totale ammissibile e solo se funzionali agli obiettivi ambientali); impianti e attrezzature varie di nuova fabbricazione; programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate; spese per la formazione del personale.

I fondi destinati alla misura sono 400 milioni di euro, nella forma del contributo a fondo perduto. Per potervi accedere le imprese dovranno inviare le loro richieste esclusivamente in via telematica attraverso la piattaforma informatica di Invitalia che, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestirà la misura e curerà l’istruttoria per l’ammissione alle agevolazioni.

A chi si rivolge

Possono presentare domanda al Fondo per la Transizione Industriale le imprese di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale che sono regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese; che operano nel settore manifatturiero di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007; che sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, e che non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali.

Inoltre il 40% delle risorse economiche è destinato esclusivamente alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; mentre il 50% è riservato alle imprese energivore.

 

 

#tranzizione industriale#aziende sostenibili#sostenibilità aziendale

Potrebbe interessarti

Bandi e Call

Enegan Innovation Cup, il contest per le startup Energy & Cleantech

09/04/2023

Bandi e Call

AG 4 Future Food, la nuova call per le startup agrifood

05/03/2023

Bandi e Call

In Action Esg Climate, la call for innovation che mette in palio 500.000 euro

04/04/2023

Bandi e Call

Call4INNOVIT, la call for startup Climate, Green Energy e Food Tech

16/06/2023